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Metà tabella Sei in Home › I punti di immersione

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Il Comandante Cousteau, in un epoca di assoluto pionierismo, intitolando il primo lungometraggio a colori sull’attività subacqueea, coniò un termine che, da allora, rappresenta una delle tante maniere di interpretare la nostra attività: entrare nel “mondo del silenzio”.

Ebbene, nel mare della Sardegna nord-orientale, uno di questi "mondi del silenzio" si rappresenta in maniera eccezionale con il piccolo arcipelago formato da Tavolara, Molara, Molarotto e tanti altri isolotti e scogli minori.

La grande isola, Tavolara appunto, emerge dal mare, imponente, per oltre 560 metri di altezza, è larga 1 km circa e si allunga verso il mare aperto per oltre 6 km; le sue coste, per la maggior parte inaccessibili, sono assolutamente differenti nei due versanti principali.

Il lato a Nord, che degrada dolcemente verso il mare, è ricoperto da arbusti e piante endemiche, assomigliando molto al tipico paesaggio costiero sardo, ricoperto dalla macchia bassa; completamente diverso il versante di Sud-Est, quasi completamente spoglio, con le sue pareti che si innalzano a strapiombo verso il cielo per centinaia di metri e dove nidificano migliaia di uccelli.

Il fascino di Tavolara trova ragione anche nella sua storia geologica, che si perde nella memoria del pianeta, in un’epoca in cui fondali marini e terre emerse erano alla ricerca di equilibri più stabili, ed i profili delle coste disegnavano una mappa del territorio ben diversa da quella che ci appare oggi.

Le tracce evidenti di un livello del mare più alto, si osservano lungo la sua parete sud dove, ad oltre dieci metri di altezza, è chiaramente visibile un antico solco di battente: immergendosi nei fondali di Molara e di Molarotto, invece, sono le inimmaginabili forme che ha assunto il granito, eroso e modellato in un’epoca in cui queste superfici erano esposte all’effetto degli agenti atmosferici.

Certamente, la più stupefacente testimonianza di questo lontanissimo passato geologico è rappresentata dall’antico tratto di costa che parte da Cala Spalmatore in direzione di Capo Ceraso: per centinaia e centinaia di metri, a profondità variabili tra i 2 ed i 30 metri, si nuota seguendo una lunga striscia di spiaggia fossile, le Beach Rock appunto.

All’interno dell’ Area Marina Protetta, nei tanti siti conosciuti, la caratteristica principale è che entro i primi 20 metri di profondità c’è praticamente tutto quello che si può immaginare di vedere durante una immersione: cernie di tutte le dimensioni, saraghi, dentici, ricciole, corvine, orate, murene, gronghi, musdee, barracuda, salpe, occhiate, e decine di altre specie, tutte avvolte dalla splendida cornice offerta dallo straordinario azzurro di queste acque, dal rosso e giallo degli enormi ventagli di gorgonia, e dalle immense nuvole di castagnole che, in ogni immersione, accolgono i nuovi visitatori.

Ogni subacqueo può trovare spunti di interesse: dalle pareti calcaree di Tavolara piene di anfratti, piccole grotte, tunnel e massi ciclopici franati fino a 40 metri di profondità e più, alla diversità di altri paesaggi sommersi, la cui composizione granitica ha creato suggestivi percorsi, e fino ai fondali sabbiosi di Capo di Coda Cavallo dove, adagiato sul fondale di 39 metri, giace il grande relitto della nave Oued Yquem, affondata nel 1941 da un sottomarino olandese.

Ti invitiamo a visitare i siti segnalati sulla carta nautica.

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