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Brevetto minimo richiesto: OPEN WATER
Anche nella nostra Area Marina Protetta si trova una "isola rossa", nome caratteristico attribuito quasi ovunque a scogli affioranti, secche o isolotti minori: in realtà, quella che noi chiamiamo così per comodità, è indicata sulle carte nautiche come l’isolotto del Reulino, una formazione granitica rossa, situata a poche centinaia di metri dalla terraferma, proprio di fronte al luogo dove, oltre 30 anni fa, si incagliò e poi prese fuoco il relitto della nave Crisso: due sottili strisce di sabbia ed un fondale libero da scogli affioranti, consentono l’approdo di piccoli mezzi navali.
Questo isolotto, non più alto di 20 mt sul mare, è ricoperto da una fitta vegetazione a macchia mediterranea dove, all’inizio dell’estate, si schiudono centinaia di uova di gabbiano, dando vita ad un continuo volo di uccelli che vanno e vengono per nutrire i pulcini appena nati.
Nelle settimane successive, con la barca ormeggiata alla boa del parco, spesso i subacquei attendono prima di immergersi per osservare i primi approcci con il volo di questi pennuti che, una volta scesi in acqua, si lasciano avvicinare senza particolare timore.
Sott’acqua, ci si trova di fronte a scenari che cambiano continuamente: si parte da una franata di ciottoli ricoperti da un feltro di codium, un’alga verde dalla caratteristica forma tondeggiante, per nuotare poi su una immensa prateria di posidonia tra le cui foglie spuntano eleganti e bellissimi spirografi dalle proporzioni davvero ragguardevoli, pinne nobilis che hanno 30 e più anni, qualche grancevola.
Un grande masso che si protende verso la superficie, ricoperto di spugne e gorgonie, nasconde tra le fessure delle bellissime cipree, granchi meccanici e paguri; proseguendo verso est, la profondità aumenta gradatamente ma non supera i -18 mt se si segue la linea della dorsale rocciosa che segna anche il limite di allontanamento dalla barca.
Caratteristica di questa immersione anche la quantità di specie che si possono osservare: saraghi, corvine, cernie, occhiate, salpe, ricciole, sciarrani, polpi, zerri, tordi, piccolissimi pesci peperoncino che si mimetizzano tra i colori delle spugne incrostanti, paguri e gli immancabili nudibranchi.
Lungo il percorso di ritorno, la scoperta dell’altra particolarità di questa immersione su un’ampia zona sabbiosa e di detrito, le centinaia di frammenti di anfore di epoche diverse e alcuni conglomerati di galena, il minerale dal quale si estrae il piombo: questa straordinaria testimonianza archeologica, ad appena 8 metri di profondità, serve a ricordarci che il tratto di costa da noi visitato è sempre stato teatro di intensi traffici commerciale, qualcuno finito diversamente dal previsto, ed arrivato fino a noi.
Questo sito è una delle nostre mete per le immersioni notturne.
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