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Metà tabella Sei in Home › Immersioni sui relitti

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La Sardegna, per la sua centrale posizione geografica nel Mediterraneo e per le risorse minerali e naturali di cui dispone, ha sempre rappresentato un crocevia molto importante per gli scambi commerciali marittimi di ogni epoca.
I suoi porti, le cale ed i ridossi naturali, hanno significato spesso la tappa di un viaggio, o la possibilità di una sosta durante la navigazione che, nelle acque costellate di secche ed isolotti semisommersi, non è mai stata semplice.
Questo mare, conosciuto per l'eccezionale trasparenza delle sue acque e per la bizzarra forma di molte rocce disseminate nel territorio e lungo la costa, cela una testimonianza importante di questi traffici marittimi: dal naufragio delle navi onerarie e fino all'ultimo, datato fine 2000, decine di relitti si offrono alla curiosità ed all'interesse di molti subacquei affascinati da questo tipo di immersione.
Con le guide del Centro Sub Tavolara potrete visitarne alcuni, che vi parleranno di tempeste impossibili e di spettacolari azioni di guerra sottomarina, ma tutti, indistintamente, avranno un passato affascinante da raccontarvi e che potrete scoprire con noi.

REGGIANE 2001

Fotografia 1Il Caproni-Reggiane 2001 era un aeroplano da caccia monoposto: quello che si può visitare, chiamato per molto tempo l'Aereo di Molara, è uno dei 238 esemplari che ne furono costruiti. Certamente affondato dopo il 1946, come testimoniano i pneumatici Pirelli costruiti dopo tale data, l'aereo è frantumato in vari pezzi, vicini tra loro, che occupano un'area di 150 mq, su un fondale di sabbia leggermente infangata, alla profondità di 36 metri. Si distinguono chiaramente uno spezzone della fusoliera, dove rimane il timone ma mancano gli alettoni, che termina in corrispondenza della parte posteriore della cabina; si vedono i tre carrelli, il sedile del pilota, l'elica piantata con una pala sul fondo, e poi il grande motore a 12 cilindri a V: è probabile che le parti apparentemente mancanti si trovino sotto la sabbia.

OMEGA

Fotografia 2
Si tratta di una nave da carico che, partita dalla Tunisia, viaggiava in direzione di Viareggio con le stive vuote: a causa di una forte mareggiata, il 12.02.1974, di notte, andò a sbattere contro gli Scogli dei Fratelli, detti anche i Cerri, ad Est dell'isola di Molara, inabissandosi rapidamente su un fondale di 17 metri. Il relitto si presenta spezzato in tre tronconi principali, ma molti pezzi dello scafo sono sparpagliati attorno; la prua è rovesciata e forma una specie di volta sotto la quale si nascondono aragostine e re di triglie. Andando verso poppa si incontra il ponte in posizione orizzontale e, subito dopo, la zona del motore completamente scoperchiata: la grande macchina è ben visibile e si può nuotare attorno. Infine si giunge alla poppa che è posata sul fianco sinistro: si vede l'asse dell'elica dal lato del motore, mentre il grande timone è seminascosto nel sedimento.



OUED YAQUEM

Fotografia 3Il 3 Ottobre 1941, il sottomarino olandese O21 attaccò per errore una vecchia nave a propulsione mista, vela e vapore, varata nel 1920. Dello scafo, costruito in legno ed acciaio, oggi rimangono oltre 70 metri; del fasciame in legno che ne ricopriva le murate rimangono invece ben poche tracce, mentre ben visibili sono il fumaiolo, le casse fumi, l'enorme macchina a vapore, il grande albero di trasmissione, le catene delle ancore ed i verricelli. Il relitto giace alla profondità di 39 metri, mentre le parti più alte si trovano a -34; spesso, tra il groviglio di strutture, si incontrano branchi di corvine, saraghi, murene e grandi cernie.

KT12

Fotografia 4Il KT12 era una nave da carico costruita a Livorno per la Marina tedesca: il 10 Giugno 1943 fu affondata al largo di Orosei dal micidiale sommergibile inglese Safari che, tra il 1942 ed il 1943 condusse molte missioni di pattugliamento lungo le coste della Sardegna. Il relitto, spezzatosi in due tronconi al momento dell'affondamento, giace su un fondale sabbioso a -34, ed è in posizione di navigazione, completamente circondato da parti del carico. Per visitare le due parti del relitto, distanti circa 800 mt l'una dall’altra, sono necessarie almeno due immersioni che consentono, inoltre, di poter osservare le gru semoventi, i fusti di carburante, la mitragliera ed il telaio di un grosso camion che conserva ancora intatti i pneumatici, il piantone dello sterzo ed il motore. Castagnole, corvine, murene, gronchi e grosse cernie, oltre ad innumerevoli spugne, sono gli ospiti di questa affascinante nave.

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