Abbiamo sempre creduto, e continueremo a farlo anche nel futuro, che fosse possibile tutelare un patrimonio naturalistico unico, come quello di questo ampio tratto di mare e di

costa e, nel contempo, renderlo fruibile a tutte le persone che ne volessero godere attraverso un approccio sempre meno di "impatto".
Istituito nel 1997, solamente dal 2003 l’Area Marina Protetta di Tavolara e Punta Coda Cavallo ha una sua Direzione Operativa che, non solamente coordina e disciplina le attività svolte al suo interno, ma si impegna sempre di più per farla conoscere e trasformarla in un reale valore aggiunto per il settore turistico ed il suo indotto.
Per quello che ci riguarda direttamente, da appassionati del mare costantemente impegnati alla salvaguardia dell’ambiente nel quale operiamo, sappiamo bene che parlando di attività subacquee, di esplorazione degli ambienti marini, si parla anche di ecosistema, di vita acquatica da tutelare e preservare, di conoscenze da sviluppare, di opportunità che si hanno per interagire positivamente con quanto si incontra in questo "strano" mondo acquatico.
Così, assieme ai colleghi dell’Associazione dei Centri di Immersione dell’AMP, prendiamo

parte ad un progetto, voluto dal Consorzio di Gestione, per il monitoraggio sull’impatto ambientale ed il posizionamento di boe destinate all’ancoraggio per i Centri di Immersione Autorizzati; questo, come altre forme di reciproca partecipazione, rappresenta la sintesi di anni di collaborazione tra le Autorità Competenti che sono preposte alla tutela dell’ambiente e gli Operatori Professionali del settore.
Tutto, infine, nella consapevolezza che solo attraverso la conoscenza sia possibile comprendere i valori del mare, rispettarlo ed amarlo, perché si possano continuare a trarre da esso, oggi come nel futuro, non solo i valori e le testimonianze di chi prima di noi lo ha vissuto, ma anche opportunità professionali e lavorative per le generazioni future.
Anno di istituzione: 1997
Direttore: Dott. Augusto Navone
Sede Olbia: Via Dante 1
Telefono: +39.0789.203013
Fax: +39.0789.204514
Estensione: 15.000 ettari
Comuni interessati: Olbia - Loiri Porto San Paolo - San Teodoro
Delimitazione Nord: Capo Ceraso (Olbia)
Delimitazione Sud: Punta Isuledda (San Teodoro)
Zona A: immersioni attualmente non consentite
Zona B: immersioni consentite, in 25 punti (8 con boe), solo con i Centri di Immersione Autorizzati; immersioni libere solamente in due punti ed in orari definiti
Zona C: immersioni libere e consentite
Anche se, con l’istituzione del Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta, tutto

sembra essere inquadrato e gestito secondo precise regole comportamentali, PER FORTUNA, l’attività subacquea mantiene ancora estremamente vive le motivazioni che, indipendentemente dal livello di esperienza posseduta, ogni subacqueo ha in sé: quegli stimoli che lo spingono ad unirsi ad un gruppo magari appena conosciuto, indossare l’attrezzatura e tuffarsi in quello che qualcuno, molti anni fa, battezzò come "il mondo del silenzio".
Nel mare della Sardegna nord-orientale, uno di questi "mondi del silenzio" si rappresenta in maniera eccezionale con il piccolo arcipelago formato da Tavolara, Molara, Molarotto e tanti altri isolotti e scogli minori.

La grande isola emerge dal mare per oltre 560 metri di altezza, larga 1 km circa e si allunga verso il mare aperto per oltre 6 km, e le sue coste, per la maggior parte inaccessibili, sono assolutamente differenti nei due versanti principali.
Il lato a Nord, che degrada dolcemente verso il mare, è ricoperto da arbusti e piante endemiche, assomigliando molto al tipico paesaggio costiero sardo, ricoperto dalla macchia bassa; completamente diverso il versante di Sud-Est, quasi completamente spoglio, con le sue pareti che si innalzano a strapiombo verso il cielo per centinaia di metri e dove nidificano migliaia di uccelli.

Il fascino di Tavolara trova ragione anche nella sua storia geologica, che si perde nella memoria del pianeta, in un’epoca in cui fondali marini e terre emerse erano alla ricerca di equilibri più stabili, ed i profili delle coste disegnavano una mappa del territorio ben diversa da quella che ci appare oggi. Le tracce evidenti di un livello del mare più alto, si osservano lungo la parete sud di Tavolara dove, ad oltre dieci metri di altezza, è chiaramente visibile un antico solco di battente mentre, in immersione, si rimane affascinati dalle inimmaginabili forme che ha assunto il granito di Molara e Molarotto, eroso e modellato in un’epoca in cui queste superfici erano esposte all’effetto degli agenti atmosferici.

Nei tanti siti conosciuti, la cui caratteristica principale è che entro i primi 20 metri c’è praticamente tutto quello che si può immaginare di vedere durante una immersione: cernie di tutte le dimensioni, saraghi, dentici, corvine, orate, murene, gronghi, musdee, barracuda, salpe, occhiate, e decine di altre specie, tutte avvolte dalla splendida cornice offerta dallo straordinario azzurro di queste acque, dal rosso e giallo degli enormi ventagli di gorgonia, e dalle immense nuvole di castagnole che, in ogni immersione, accolgono i nuovi visitatori.

Certamente, la più stupefacente testimonianza di questo lontanissimo passato geologico è rappresentata dall’antico tratto di costa che parte da Cala Spalmatore in direzione di Capo Ceraso: per centinaia e centinaia di metri, a profondità variabili tra i 2 ed i 30 metri, si nuota seguendo una lunga striscia di spiaggia fossile, le Beach Rock appunto.
Ogni subacqueo può trovare spunti di interesse: dalle pareti calcaree di Tavolara piene di anfratti, piccole grotte, tunnel e massi ciclopici franati fino a 40 metri di profondità e più, alla diversità dei paesaggi sommersi che si incontrano immergendosi attorno a Molara e Molarotto, la cui composizione granitica ha creato suggestivi percorsi, e fino ai fondali sabbiosi di Capo di Coda Cavallo dove, adagiato sul fondale di 39 metri, giace il grande relitto della nave Oued Yquem, affondata nel 1941 da un sottomarino olandese.